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|| Expat-Life || L'ufficio tasse e rimborsi in Germania

... ossia del perché io, non si sa come non si sa perché, tutti gli anni penso di aver capito come compilare la dichiarazione dei redditi e finisco per non aver capito poi molto.

Premessa: da brava italiana, figlia di operai laboriosi che si sono affidati ogni anno alla stessa commercialista, ho, da sempre, un terrore quasi ridicolo nei confronti di tutte le beghe riguardanti il magico mondo delle tasse. Non ne capisco nulla, il gergo intorno a questo magico universo mi inquieta e, ad ogni passo, credo di aver fatto almeno tre passi falsi e di esser prossima all'incarcerazione a vita. Insomma: send help (inviate aiuto).


Una volta trasferitami in Germania, ho dovuto fare i conti con un meccanismo di rimborso delle tasse da un lato estremamente logico ma, dall'altro, altrettanto "arcano". A farla da padrone, questa volta, sono decreti legislativi pieni di clausole che, alla fine, ti servono solo a compilare l'ultima linea in fondo alla pagina sorvolando tutte le altre. A questo si aggiunge il fatto che, visto e considerato quanto lavori da privata e quanto da dipendente, il commercialista e/o l'iscrizione al CAF tedesco sono spese improponibili e buona parte dei suddetti CAF ha una lista d'attesa infinita. Sempre che risponda.
Morale della favola: tutti gli anni ne esce una e 'sta volta, complice il fatto dal 1 gennaio 2018 tutto il sistema sia computerizzato e i cartacei non esistano più, ho passato 15 minuti a guardare perplessa la signora del Finanzamt che, alla fine, mi ha preso la mano e detto: "Stia tranquilla. Ce la può fare. Sono solo numeri". L'anima pia che mi sono trovata di fronte, oltre ad avere offerto supporto morale, mi ha letteralmente spiegato che fare. Passo per passo. Indicandomi il perché ed il per-come di ogni passaggio/modulo/richiesta assurda. Insomma: sempre sia lodato.
Al solito: mostrare interesse ed intenzione a fare tutto secondo le regole ha funzionato. Non solo mi sono trovata davanti una persona competente e disposta ad ascoltarmi, ma ho capito come fare l'anno prossimo e, dopo un paio d'ore, avevo già inviato tutto. E anche per questa volta, come direbbe qualcuno, ci vediamo l'anno prossimo. 
(Ovviamente, il fatto io parli un ottimo tedesco e non mi sia affidata all'inglese ha aiutato. Negarlo sarebbe mentire. D'altro canto ho dovuto constatare che spesso è l'atteggiamento a fare la differenza: chi si mostra scontento o scazzato, spesso, se ne torna a casa con le pive nel sacco.)

Sam: 1 - Finanzamt: 0

E voi? Come affrontate le beghe burocratiche all'estero? Quali sono stati gli "intoppi" che vi hanno messo di fronte alla realizzazione che, vivaddio, esistono gli esperti del settore? Fatemi sapere nei commenti!

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