Passa ai contenuti principali

|| Auf dem Weg || La Kunstmeile ad Amburgo (terza parte)

Eccoci arrivati alla terza ed ultima tappa della nostra Kunstmeile.
Poco distante dal Museum für Kunst und Gewerbe (trovate il post QUI) sono situate le Deichtorhallen. Si tratta di due padiglioni che ospitano l'Haus für Fotografie, ossia la casa della fotografia, e l'Halle für aktuelle Kunst, ossia il capannone di arte contemporanea. 
L'Haus für Fotografie ospitava i diplomandi che hanno partecipato al concorso "gute Aussichten - junge deutsche Fotografie". Si trattava di punti di vista interessanti su temi quali la famiglia, la storia politica italiana (con tanto di libriccino sulle gesta di Berlusconi... ahem), l'influenza dei social media sui giovani. La parete che più mi ha colpita, in ogni caso, è stata quella dove una giovane fotografa ha ordinatamente esposto fotografie di oggetti del quotidiano, mescolandoli e poi dividendoli in categorie. Lo scopo era mostrare che la violenza, spesso anche di carattere sessuale, può essere perpetrata utilizzando anche cose che alcuni di noi hanno nella credenza o, al massimo, in giardino.


L'Halle für aktuelle Kunst, invece, ospitava fotografie di Robert Longo, acqueforti di Goya e gli schizzi che Sergei Eigenstein ha realizzato prima di girare i propri film.
Pur avendo studiato Goya al liceo, averne ammirato le acqueforti, i Caprichos (debitamente esposti) ed essere rimasta incantata da El sueño de la razón produce monstruos, devo ammettere che il pezzo forte, ciò che più di tutto mi ha emozionata, sono state le foto di Longo. Si tratta di un fotografo di New York che, tramite immagini in bianco e nero, fa riflettere su temi di importanza politica e sociale. Tra le altre, si possono ammirare fotografie rappresentanti un gommone al largo, straripante di disperati alla ricerca di un futuro migliore, scatti realizzati in seguito all'attentato a Charlie Ebdo, gli avvenimenti che hanno portato alla nascita del movimento Black Lives Matter e, va da sé, foto rappresentanti le forze armate statunitensi, tristemente note per il loro approccio violento nei confronti di manifestanti e persone di colore. È stato un viaggio nel presente, un colpo allo stomaco, un calcio deciso al perbenismo che, spesso, dilaga, un pugno meritato a chi, spesso, sceglie di voltarsi per non vedere. Insomma: una mostra assolutamente consigliata e, non bastassero le mie parole, eccovi un paio di scatti. Buona visione! 😄


Francisco Goya e le acqueforti rappresentanti la guerra e le sue conseguenze
Una delle tre foto di Longo sulle grandi religioni:in questo caso, ad essere rappresentata è la fede musulmana


Un'ultima nota: all'interno dell'Halle für aktuelle Kunst potrete trovare una caffetteria che, oltre a servire del the buonissimo, mi ha regalato il cous cous alle verdure, con melograno e salsina al miele più buono che abbia mai mangiato. Insomma: arte e buon cibo...che volete di più? 😉

Commenti

Post popolari in questo blog

|| Expat - Life || Soffitti di vetro

Qualche tempo fa, a lavoro, è successa una cosa abbastanza triste. Un cliente, noto per essere particolarmente difficile e poco amato dall'intero staff, ha aspettato io andassi poco distante per posare un paio di tazze, prima di rivolgersi alla mia collega chiamandomi "die Ausländerin", ossia la straniera. In quattro anni abbondanti che abito qui, davvero, è stata la prima volta in cui qualcuno non mi ha chiamata per nome ma mi ha additata in quel modo. Pochi giorni dopo è successo una seconda volta: un cliente, evidentemente alticcio, mi ha additata dicendo che fosse lento a capire non per via dell'alcool che aveva trangugiato ma a causa del mio accento. Questi sono gli unici due casi in cui il mio non essere "autoctona" è stato additato quindi, rispetto a persone di colore o dai lineamenti non caucasici, posso ritenermi privilegiata. Probabilmente è stato a causa del fatto io sia arrivata in un posto che mi ha fatta subito sentire a casa, ma ho comunque …

Lasciami andare madre

Ho appena concluso una telefonata allucinante con mia madre. Una di quelle alle quali, nonostante tutte le sedute di terapia di questo mondo, non ero preparata.
In una manciata di minuti, mi sono sentita tirare addosso parole come "non avrai mai una carriera", "non finisci mai nulla", "butti anni di sacrifici nel cesso", "non so più cosa fare con te", "con te non c'è proprio speranza". A prescindere dal rapporto non-rapporto che esiste tra me e mia madre, a prescindere dal fatto che il suo atteggiamento è uno dei motivi per i quali una manciata di anni fa pensavo di farla finita, a prescindere dal fatto che non può tirarmi addosso i suoi fallimenti personali ho una cosa da dire:

genitori, abbiate fiducia nei vostri figli
Perché penso a Margherita, splendida mamma che ho conosciuto tramite Donne che Emigrano all'Estero, e al modo gentile con il quale educa i suoi due bambini, all'empatia con la quale decora il loro rapporto,…

|| Auf dem Weg || Free Spirit Ericeira

Donne che emigrano all'estero, oltre ad offrire una piattaforma a molte di noi, permette di creare tutta una serie di rapporti di amicizia e/o collaborazioni che hanno contribuito a renderci persone non solo culturalmente ricche ma, in qualche modo, ci ha avvicinati quasi facessimo tutti parte di una famiglia allargata. Per questo, oggi, mi piacerebbe parlarvi di Valentina, expat attualmente residente in Portogallo, e del suo ultimo successo: la Guest House Fruiee Spirit Ericeira.  Insomma, senza ulteriori indugi, le lascio la parola. Buona lettura!
Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …