Passa ai contenuti principali

|| Expat Life || Expat on a budget: Meal Prep essentials

La settimana scorsa ho introdotto il concetto di Meal Prep e vi ho dato un paio di indicazioni su cosa fare e, spero, un po' di ispirazione per farvi dire "Si può faaaare!" (cit.)
Questa volta, invece, vorrei parlarvi di cinque accessori e/o suppellettili senza i quali, probabilmente, non riuscirei ad ottenere i risultati efficaci che, invece, ottengo. Inutile a dirsi: la maggior parte di questi si trova già nella cucina di ognuno di noi, ergo non sono necessari viaggi sino al primo Ikea disponibile. Don't worry be preppin' ;-)


Vasi di vetro: chiamati anche Mason Jars o, per gli italiani DOC Bormioli Rocco, si tratta di quei deliziosi vasi in vetro in cui conservare zuppe, marmellate, salsa di pomodoro e via discorrendo. A questi, poi, potete aggiungere quelli della marmellata, dello yogurt, del miele e via discorrendo. Insomma: ognuno di noi ne ha almeno un paio! Perché sono importanti per il successo della vostra meal-prep? Innanzitutto, il cibo si conserva più a lungo nel vetro e la chiusura del tappo è più sicura rispetto ad un contenitore in plastica. Inoltre, sono ottime da portare con voi e, se usate con un briciolo di accortezza, sono indicate anche per congelare le zuppe e/o le salse. 
Contenitori ermetici: che siano in plastica, acciaio, vetro oppure pyrex l'importante è averne qualcuno in modo da conservare il cibo in maniera efficace. Insomma: dopo tutta 'sta fatica sarebbe proprio un peccato dover buttare quanto andato a male, giusto? Anche perché da queste parti nonostante pulizie e disinfestazioni, c'è abbondanza di tarme del cibo et similia, ergo un contenitore ermetico spesso fa la differenza tra una farinata e un ammasso di grumi e vermetti dall'aria poco invitante.
(I vasi in vetro e i contenitori di cui sopra hanno la stessa funzione, spesso e volentieri. Scegliere tra i due si riduce ad una questione di comodità o spazio. Insomma, provate e vedete quello che funziona meglio per voi)
Lunch box: se come me spesso mangiate a lavoro, in pausa, un paio di lunch box faranno la differenza tra un triste panino e un'insalata di cereali, un cavolfiore al curry o un sauté di verdure. Io ne ho tre e li alterno a vasi di vetro in cui, se la pausa non coincide con il pranzo, conservo un parfait di yogurt greco oppure una macedonia. Oltre a risparmiare, mi evito picchi glicemici dovuti a snack poco salutari e/o di patire la fame più nera, perché non ho trovato nulla che mi faccia gola.
Pentola a pressione: i pareri al riguardo sono discordanti. Qualcuno dice che uccida ogni singolo minerale contenuto negli alimenti, qualcuno d'altro dice le stesse cose in merito al forno a microonde, altri non possono farne a meno. Non avendo una slow-cooker o un elettrodomestico simile, la pentola a pressione mi permette di cuocere i miei legumi secchi nella metà del tempo e preparare zuppe diventa davvero un gioco da ragazzi. Qualche giorno fa, in un ritaglio di tempo, ho ad esempio fatto rosolare una cipolla, aggiunto i miei legumi messi in ammollo la mattina precedente, dei pomodori a cubetti, alloro, sale, brodo sino a coprire il tutto e chiuso. Facile, no?
Frullatore: anche in questo caso, si tratta di un "Mai più senza". Che sia a immersione o abbiate un blender, averlo vi permetterà di creare vellutate, creme di legumi, gazpacho, zuppe fredde, shakes e via discorrendo. Io, spesso, preparo anche pastelle e impasti liquidi (come quello dei muffin, per intenderci) armata di frullatore. Oltre a sporcare meno, guadagno qualche minuto ed evito di uscire di casa con impasto sin nei capelli. (Ovviamente non parlo per esperienza personale...)

E voi? Quali sono gli accessori e/o suppellettili grazie ai quali cucinare vi diverte persino un poco? Fatemi sapere! A presto!

Commenti

Post popolari in questo blog

|| Expat - Life || Soffitti di vetro

Qualche tempo fa, a lavoro, è successa una cosa abbastanza triste. Un cliente, noto per essere particolarmente difficile e poco amato dall'intero staff, ha aspettato io andassi poco distante per posare un paio di tazze, prima di rivolgersi alla mia collega chiamandomi "die Ausländerin", ossia la straniera. In quattro anni abbondanti che abito qui, davvero, è stata la prima volta in cui qualcuno non mi ha chiamata per nome ma mi ha additata in quel modo. Pochi giorni dopo è successo una seconda volta: un cliente, evidentemente alticcio, mi ha additata dicendo che fosse lento a capire non per via dell'alcool che aveva trangugiato ma a causa del mio accento. Questi sono gli unici due casi in cui il mio non essere "autoctona" è stato additato quindi, rispetto a persone di colore o dai lineamenti non caucasici, posso ritenermi privilegiata. Probabilmente è stato a causa del fatto io sia arrivata in un posto che mi ha fatta subito sentire a casa, ma ho comunque …

Lasciami andare madre

Ho appena concluso una telefonata allucinante con mia madre. Una di quelle alle quali, nonostante tutte le sedute di terapia di questo mondo, non ero preparata.
In una manciata di minuti, mi sono sentita tirare addosso parole come "non avrai mai una carriera", "non finisci mai nulla", "butti anni di sacrifici nel cesso", "non so più cosa fare con te", "con te non c'è proprio speranza". A prescindere dal rapporto non-rapporto che esiste tra me e mia madre, a prescindere dal fatto che il suo atteggiamento è uno dei motivi per i quali una manciata di anni fa pensavo di farla finita, a prescindere dal fatto che non può tirarmi addosso i suoi fallimenti personali ho una cosa da dire:

genitori, abbiate fiducia nei vostri figli
Perché penso a Margherita, splendida mamma che ho conosciuto tramite Donne che Emigrano all'Estero, e al modo gentile con il quale educa i suoi due bambini, all'empatia con la quale decora il loro rapporto,…

|| Auf dem Weg || Free Spirit Ericeira

Donne che emigrano all'estero, oltre ad offrire una piattaforma a molte di noi, permette di creare tutta una serie di rapporti di amicizia e/o collaborazioni che hanno contribuito a renderci persone non solo culturalmente ricche ma, in qualche modo, ci ha avvicinati quasi facessimo tutti parte di una famiglia allargata. Per questo, oggi, mi piacerebbe parlarvi di Valentina, expat attualmente residente in Portogallo, e del suo ultimo successo: la Guest House Fruiee Spirit Ericeira.  Insomma, senza ulteriori indugi, le lascio la parola. Buona lettura!
Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …