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Splitting me open

you split me open
in the most honest 
way there is
to split a soul open
and forced me to write
at a time i was sure i
could not write again
thank you



Per Natale, in allegato ai miei auguri, ho mandato alle mie compagne del corso di scrittura creativa questa poesia di Rupi Kaur. Sono donne incredibili loro, sapete? Mi sono affezionata a loro in un battito di ciglia e ora, senza pensarci due volte, le chiamo non solo "amiche" quanto anche "anime affini".
Abbiamo concluso il corso ieri sera, dopo tredici serata passate a parlare, raccontarci, leggerci, conoscerci. Abbiamo percorso miglia e miglia l'una di fianco all'altra, sorprendendoci persino un poco di tutte le mete che abbiamo raggiunto. Da ognuna di loro, ho imparato qualcosa. Ognuna di loro mi ha stimolata a voler diventare una versione un po' migliore e un po' diversa di me stessa.
Silvia è dolce, quasi innocente nel suo essere a volte così elegantemente cruda e inaspettatamente cinica. È una fata dal passo leggero, che incanta tutto ciò che tocca e che dimostra spesso e volentieri quanto i veri risultati si conquistino così: lavorando in silenzio. 
Margherita è mamma. Spesso, lo confesso, ho invidiato quelle due splendide creature che chiama figli e desiderato la mia, di mamma, fosse stata un po' più come lei. C'è qualcosa di estremamente accogliente, in Ghita. Qualcosa di caldo. C'è la volontà di mettersi a lavoro, nonostante i figli il lavoro gli impegni la vita, e regalarci ogni settimana pezzi incredibili nella loro semplicità.
Federica è un vulcano di positività: ha visto il bello in ognuna di noi, spesso mi ha mostrato come trovarlo in me stessa. Ha una creatività fuori dal comune, una voglia di mettersi alla prova e giocare che invidio e sorride sempre. Giuro. All'inizio pensavo fosse una paresi...
Emma, che fatico a chiamare maestra, è una donna complessa ed estremamente affascinante, le cui riflessioni spesso lasciano a bocca aperta e la cui scrittura inizia dal cuore per finire direttamente nelle nostre anime. Emma è un riflesso di quello che sognavo per me stessa da bambina, una chimera che a volte penso ancora di inseguire.
È stato un corso difficile, non fraintendetemi. Mi ha letteralmente aperta viva e ogni volta avevo la sensazione di essere indifesa, di non avere più nemmeno la pelle a coprirmi. Mi ha fatta sentire nuda, incerta, in perenne ricerca. Mi ha fatto mettere in discussione certezze e mi ha dato speranza. Mi ha fatta credere in un potenziale che una volta non credevo di avere, al quale avevo rinunciato dopo l'ennesimo "Non puoi/non sai/stai zitta". A volte, ironia della sorte, ho avuto come l'impressione che loro, invece, mi percepiscano per quella che vorrei essere e che forse non sono ancora. Silvia mi ha definita intelligente, Federica mi ha chiamata scrittrice. Delle due, ne credo forse mezza, se ho avuto una buona giornata. Non per autocompiacimento: è una parte di me, quella che crede in se stessa, che sto scoprendo solo ora. Non so bene come continuerà ora, se riuscirò a organizzarmi per bene per un secondo livello o se, invece, dovrò dire au revoir alla possibilità di crescere ancora così, facendo qualcosa che amo. So che non lascerò cadere la penna, di nuovo. Che scrivere mi rende felice. Che usare le parole per esprimermi è un'azione che parte dal cuore e, solo poi, passa per la mano. Che la crescita, a volte, è dolorosa ma che, davvero, ne vale sempre la pena. 

Grazie.

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