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|| Literarisch Quatschen || Hunger, A memoir of (my) body

I always tell my students that fiction is about desire in one way or another. The older I get, the more I understand that life is generally the pursuit of desires. We want and want an oh how we want. We hunger.
Hunger. A memoir of (my) body - Roxane Gay


Ci sono pochi libri che ho atteso con l'impazienza con cui ho aspettato di poter leggere "Hunger". Allo stesso modo, ci sono pochissimi scritti che mi hanno sorpresa allo stesso modo in cui l'ultima opera di Roxane Gay ha fatto. Quando ho letto una delle prime recensioni, l'autrice aveva parlato di body positivity e di realizzazione di sé, facendo sembrare queste pagine il resoconto di un percorso ormai in discesa. Nel momento in cui ho iniziato a immergermi in queste pagine, però, ho trovato una narrativa di tutt'altro genere. L'autrice si mette a nudo, racconta di traumi e di momenti bui, spesso senza darsi la pena di risollevare il morale del lettore che si chiede come sia possibile soffrire così tanto. Hunger è la storia di un'armatura - il corpo dell'autrice - che viene a formarsi a seguito di una serie di eventi drammatici e che porterà a continui cambiamenti, adattamenti, riflessioni e momenti di sconforto. Tratta della lotta contro se stessi alla ricerca di un controllo che non si ottiene mai in toto, parla di un'esistenza dilaniata da continui rimorsi e sensi di colpa, da relazioni sbagliate con gli altri ma innanzitutto con il proprio io.
Non si tratta di un libro facile, perché ad essere difficile è stato il vissuto di chi l'ha scritto. Non ci sono risate, non ci sono baci o carezze. bensì lacrime, amarezza e la testardaggine con cui l'autrice va avanti nonostante tutti quei sassolini che rischiano di farla inciampare lungo il cammino. Si tratta della storia di una lotta che non è ancora finita, fatta di piccole battaglie vinte e di altrettante sconfitte, di momenti belli e di momenti brutti: è crudo come ad esser cruda è la vita, è reale e palpabile e per questo l'ho apprezzato oltremisura. 
Perchè leggerlo, se non finisce bene? Onestamente, credo sia un libro che in un modo o nell'altro ha la possibilità di arricchirci in maniera considerevole e di offrirci una nuova prospettiva in grado di farci crescere almeno un poco, di renderci più sensibili di fronte alle lotte (piccole e grandi) di chi ci sta accanto. Non è un romanzo di formazione, bensì un mémoire, ma offre comunque tanti piccoli spunti di crescita che - in momenti oscuri come il momento storico che stiamo vivendo - non possono far altro che bene. 


Piccola nota di servizio: mi sono finalmente decisa ad aprire una pagina Facebook che ospiterà i contenuti di Hopeless Wanderer, magari qualche foto random e qualche articolo interessante. Che ne dite di cliccare "Mi piace"? ;-)

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Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …