Passa ai contenuti principali

DIY-Adventskalender e gratitudine

In un mio recente post su "Donne che emigrano all'Estero" ho parlato degli Adventskalender che ho confezionato per alcuni amici e per la mia famiglia e che ieri sono finalmente riuscita a spedire.
Si è trattato di uno dei miei millemila progetti DIY e - visto e considerato *quanto* possa essere dispendioso far regali e/o pensierini di Natale - mi sono detta che condividere la mia esperienza potesse essere un buon modo per dimostrare che un budget limitato non ci impedisce in alcun modo di regalare attimi di gioia a chi amiamo.
(Inciso: alla fine io sono andata un po' fuoribordo e ho speso un pelo più del necessario ma - ripeto - si possono creare idee simpatiche anche senza spendere un capitale)
Cosa ci occorre?
Sacchetti di carta (in alternativa: giornali e nastro adesivo)
Un paio di penne, pennarelli e/o evidenziatori
Cioccolatini
Bustine di the
Segnalibri
Figurine per l'albero di Natale
Maschere per il viso
Flaconcini con creme e/o profumi
Fotografie di momenti passati insieme
Creatività

Come occorre procedere?
Semplice! Selezionare 24 piccoli pensierini e confezionarli, scivendo poi i numeri da 1 a 24 sulla bustina/pacchettino. Infilarli tutti in una scatola (opppure una busta di carta - magari decorata a mano..! -, una sacca di tela... le possibilità sono infinite..!) e scrivere una piccola nota da allegare al pacco.

Perché ho fatto una cosa del genere invece di acquistare un Adventskalender già confezionato, pieno di cioccolatini e campioncini accattivanti? Perché volevo regalare ai miei cari piccoli frammenti di noi, non l'ultimo prodotto trovato da Douglas o l'ultima trovata della Ferrero (o della Haribo).. perché volevo farli sorridere e ridacchiare delle nostre piccole manie, perché volevo avessero qualcosa da regalare a loro volta (ho inserito vecchissime formine per i biscotti che avevo ricevuto a mia volta in dono), in una piccola catena di gratitudine che - al solo pensiero - mi scalda ancora il cuore.

Insomma...che aspettate a mettervi anche voi all'opera? ;-)


Commenti

Post popolari in questo blog

|| Expat - Life || Soffitti di vetro

Qualche tempo fa, a lavoro, è successa una cosa abbastanza triste. Un cliente, noto per essere particolarmente difficile e poco amato dall'intero staff, ha aspettato io andassi poco distante per posare un paio di tazze, prima di rivolgersi alla mia collega chiamandomi "die Ausländerin", ossia la straniera. In quattro anni abbondanti che abito qui, davvero, è stata la prima volta in cui qualcuno non mi ha chiamata per nome ma mi ha additata in quel modo. Pochi giorni dopo è successo una seconda volta: un cliente, evidentemente alticcio, mi ha additata dicendo che fosse lento a capire non per via dell'alcool che aveva trangugiato ma a causa del mio accento. Questi sono gli unici due casi in cui il mio non essere "autoctona" è stato additato quindi, rispetto a persone di colore o dai lineamenti non caucasici, posso ritenermi privilegiata. Probabilmente è stato a causa del fatto io sia arrivata in un posto che mi ha fatta subito sentire a casa, ma ho comunque …

Lasciami andare madre

Ho appena concluso una telefonata allucinante con mia madre. Una di quelle alle quali, nonostante tutte le sedute di terapia di questo mondo, non ero preparata.
In una manciata di minuti, mi sono sentita tirare addosso parole come "non avrai mai una carriera", "non finisci mai nulla", "butti anni di sacrifici nel cesso", "non so più cosa fare con te", "con te non c'è proprio speranza". A prescindere dal rapporto non-rapporto che esiste tra me e mia madre, a prescindere dal fatto che il suo atteggiamento è uno dei motivi per i quali una manciata di anni fa pensavo di farla finita, a prescindere dal fatto che non può tirarmi addosso i suoi fallimenti personali ho una cosa da dire:

genitori, abbiate fiducia nei vostri figli
Perché penso a Margherita, splendida mamma che ho conosciuto tramite Donne che Emigrano all'Estero, e al modo gentile con il quale educa i suoi due bambini, all'empatia con la quale decora il loro rapporto,…

|| Auf dem Weg || Free Spirit Ericeira

Donne che emigrano all'estero, oltre ad offrire una piattaforma a molte di noi, permette di creare tutta una serie di rapporti di amicizia e/o collaborazioni che hanno contribuito a renderci persone non solo culturalmente ricche ma, in qualche modo, ci ha avvicinati quasi facessimo tutti parte di una famiglia allargata. Per questo, oggi, mi piacerebbe parlarvi di Valentina, expat attualmente residente in Portogallo, e del suo ultimo successo: la Guest House Fruiee Spirit Ericeira.  Insomma, senza ulteriori indugi, le lascio la parola. Buona lettura!
Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …