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|| Expat-Life || Ich habe die Ruhe (nochmal) selbst gefunden

Ho trovato la pace (nuovamente) da sola.


Due anni fa, la prima classe in assoluto a cui ho insegnato italiano mi ha regalato un libro con 100 cose da fare in Turingia. D'autunno, quando il tempo è ancora mite e i pomeriggi piacevoli, mi piace scegliere una delle cento mete proposte e dedicarvi una mezza giornata o - se è il caso - una giornata intera.
Oggi ho preso il treno diretta a Kranichfeld, per poi raggiungere a piedi l'Oberschloß.
Kranichfeld è un paesino del Weimarer Kreis e dista circa 45 minuti da Weimar, appunto, se si decide di raggiungerlo tramite la comoda Erfurter Bahn. Come spesso mi è già capitato da queste parti, la località in sé mi ha ricordato un poco le classiche località di villeggiatura italiane in bassa stagione: tranquilla, quasi vuota se non per i turisti (in questo caso i tipici Wanderer del week end) e qualche anziano.
L'Oberschloß dista poco più di un chilometro dalla stazione ferroviaria ed è raggiungibile a piedi.. la strada è un po' ripida ma praticabile e la vista, una volta arrivati, non deluderà nemmeno i più scettici.
Il piccolo borgo si trova su una collina, dalla quale è possibile ammirare il panorama circostante e immergersi in una natura che ricorda un poco le colline piemontesi, non fosse che - ahimè - di noccioli e vigne non c'è nemmeno l'ombra.
Dopo aver pagato il biglietto di ingresso (2,30€ per gli adulti, 1,80€ ridotto e per i gruppi di almeno cinque persone c'è un'ulteriore riduzione... insomma, non è gratuito ma quasi) si accede al castello vero e proprio, che offre la possibilità di visitare quasi ogni sala, salendo e scendendo scale, avventurandosi sino in cima alla torre (anche se la vista da così in alto non merita, lo confesso..) e camminando lungo una parte delle mura.
La cosa sorprendente, in ogni caso, non è stata solo la quasi totale percorribilità del castello, quanto la pace che vi regnava. Probabilmente proprio perché arrivarci richiede un minimo sforzo fisico, i più tendono a preferire altri percorsi e/o altre località e il resto delle persone è silenzioso, estremamente interessato, impegnato a scattare foto di ogni sorta (a volte rischiando l'osso del collo...ahem) e l'atmosfera che si percepisce è estremamente rilassante.
Ci sono poche località del Piemonte che mi sono rimaste nel cuore e Barolo, La Morra e il Belvedere delle Langhe sono tra queste. Ecco, mentre passeggiavo tra le mura di questo castello mi sembrava di essere a Belvedere, vicino al muretto dal quale poter godere del panorama che ha reso la località famosa e - lo ammetto - così cara al mio cuore. Su quell'erba, tra quelle mura e con quel sole negli occhi mi sono ricordata di una cosa importante, che spesso dimentichiamo:

La nostra più grande fortuna sta nella nostra capacità di sentirci a casa ovunque, e di ritrovare un pezzo di quella casa che è tanto cara al nostro cuore nei giochi di luce, nelle atmosfere, nelle musiche e spesso anche nei silenzi.

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