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Di cultural schock e altre storie

Vieselbach. Foto: Samanta Berruti


Questo post partecipa al linky party indetto da Parole Sparse.

Di norma quando racconto che mi sono trasferita in Germania le reazioni sono due: c'è chi considera ormai l'Europa un toto e di conseguenza mi dice "Beh, non sei mica finita in Cina..." e chi con ogni buona probabilità crede che oltre le Alpi si nasconda una rara tribù di barbari teutonici..
Vi dirò, lo shock culturale non è un qualcosa che mi ha investita tutto d'un colpo, forse perché sono per carattere aperta a qualsivoglia tradizione e/o retaggio e lo ero sin da piccola, ma ci sono un sacco di cose che a volte mi fanno sorridere. Altre volte rifettere.
E no, non parlo del bidet...
Parlo dell'andare a lavoro in bicicletta, caricandola sul treno se dovete farne un pezzo in treno.
Del fatto che qua - buon Anima! - non riesco a trovare l'acqua ossigenata e mia madre me ne ha mandato una scorta infinita. Idem per i funghi secchi. E la pummarola della mamma, ma quella è un'altra storia ;-)
Del fatto che i concerti costino meno e alla fine ci si ritrovi a scoprire millemila piccoli gruppi e/o cantanti che vanno ad arricchire il tuo patrimonio musicale.
Del fatto le bottiglie di plastica non vadano nella spazzatura ma vadano riconsegnate in modo da riavere il Pfand.
Del fatto a volte si veda quanto sia possibile vivere con meno e si inizi a riflettere sui concetti di spreco, riutilizzo, second hand.
Del fatto far parte di una comunità sia in qualche modo più facile e anche l'andare in strada per manifestare possa trasformarsi in una festa, in una dimostrazione d'amore per chi ci ha accolto e per noi stessi.
Del fatto che nonostante la distanza dagli affetti, i momenti bui, le giornate e no e le mille difficoltà grandi e piccole ci si senta a casa.
Del fatto che i tedeschi non siano freddi, impostati o rigidi. Basta conoscerli, basta dar loro una possibilità e dar loro il tempo di aprire il cuore e gli occhi.

Sapete, credo che il bello - e il difficile - del cosiddetto shock culturale sia proprio questo... ci fa crescere, riflettere, ci cambia anche quando crediamo di esser sempre gli stessi. Che ci regala nuovi occhi per apprezzare quello che abbiamo e per riflettere su quello che abbiamo sempre avuto. Sì, anche sul bidet... :P

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