Passa ai contenuti principali

The Secret life of Walter Mitty (I sogni segreti di Walter Mitty)

To see the world, things dangerous to come to, to see behind walls, to draw closer, to find each other and to feel. That is the Purpose of life.


Tempo fa decisi di dedicare una sezione di Hopeless Wanderer a film e/o cortometraggi il cui tema era il viaggio. Quello fisico, quello mentale, le lunghe peripezie delle nostre membra ma anche quelle del nostro intelletto. 
"I sogni segreti di Walter Mitty" mi è sembrato un buon modo per iniziare, probabilmente perché mostra entrambi gli aspetti del viaggiare e - nemmeno a dirlo - perché è uno dei miei film preferiti. Dal cast alla colonna sonora - che spazia da David Bowie a José Gonzaléz ai Of Monsters and Men - non c'è proprio nulla che io non ami in questo piccolo capolavoro. 
La trama è abbastanza semplice e di base poco innovativa: un uomo americano con la tendenza a  sognare perennemente ad occhi aperti avventure mirabolanti vede il proprio mondo fatto di piccole certezze crollare davanti ai suoi occhi. A seguito di una piccola-grande rivelazione, Walter Mitty decide di affrontare un lungo viaggio in giro per il mondo, mettendo da parte la tranquillità monotona della vita da impiegato per riscoprire il se stesso avventuroso e appassionato che era. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma: ci sono gli ementi della caccia al tesoro, l'eterna dicotomia tra noia quotidiana e entusiasmo un po' bambino portato dall'avventura e qualche accenno di tragedia familiare. L'happy ending non manca, la storia d'amore nemmeno e, seppure basansosi su veri e propri topoi del cinema, si tratta veramente di un piccolo tesoro che - ancora una volta - ci ricorda che c'è una differenza fondamentale tra il raccontare e il saper raccontare.

Un po' per caso un po' per (s)fortuna, Walter Mitty si ritroverá ad essere protagonista di un'avventura indimenticabile, fatta di  fotografie scomparse, lotte con gli squali, incontri coi signori della guerra in Afghanistan, eruzioni vulcaniche in Islanda e la consapevolezza che la vita è fatta di avventura, ricerca, sfida e bellezza. Quella stessa bellezza che non ha bisogno di venir fotografata per poter rimanere impressa. Nel cuore e sulla retina. (Sì, anche la fotografia occupa un posto di favore nel film di Stiller. Insomma... come non amarlo?)


Anno: 2013
Durata: 109 minuti
Regia: Ben Stiller


Commenti

Post popolari in questo blog

|| Expat - Life || Soffitti di vetro

Qualche tempo fa, a lavoro, è successa una cosa abbastanza triste. Un cliente, noto per essere particolarmente difficile e poco amato dall'intero staff, ha aspettato io andassi poco distante per posare un paio di tazze, prima di rivolgersi alla mia collega chiamandomi "die Ausländerin", ossia la straniera. In quattro anni abbondanti che abito qui, davvero, è stata la prima volta in cui qualcuno non mi ha chiamata per nome ma mi ha additata in quel modo. Pochi giorni dopo è successo una seconda volta: un cliente, evidentemente alticcio, mi ha additata dicendo che fosse lento a capire non per via dell'alcool che aveva trangugiato ma a causa del mio accento. Questi sono gli unici due casi in cui il mio non essere "autoctona" è stato additato quindi, rispetto a persone di colore o dai lineamenti non caucasici, posso ritenermi privilegiata. Probabilmente è stato a causa del fatto io sia arrivata in un posto che mi ha fatta subito sentire a casa, ma ho comunque …

Lasciami andare madre

Ho appena concluso una telefonata allucinante con mia madre. Una di quelle alle quali, nonostante tutte le sedute di terapia di questo mondo, non ero preparata.
In una manciata di minuti, mi sono sentita tirare addosso parole come "non avrai mai una carriera", "non finisci mai nulla", "butti anni di sacrifici nel cesso", "non so più cosa fare con te", "con te non c'è proprio speranza". A prescindere dal rapporto non-rapporto che esiste tra me e mia madre, a prescindere dal fatto che il suo atteggiamento è uno dei motivi per i quali una manciata di anni fa pensavo di farla finita, a prescindere dal fatto che non può tirarmi addosso i suoi fallimenti personali ho una cosa da dire:

genitori, abbiate fiducia nei vostri figli
Perché penso a Margherita, splendida mamma che ho conosciuto tramite Donne che Emigrano all'Estero, e al modo gentile con il quale educa i suoi due bambini, all'empatia con la quale decora il loro rapporto,…

|| Auf dem Weg || Free Spirit Ericeira

Donne che emigrano all'estero, oltre ad offrire una piattaforma a molte di noi, permette di creare tutta una serie di rapporti di amicizia e/o collaborazioni che hanno contribuito a renderci persone non solo culturalmente ricche ma, in qualche modo, ci ha avvicinati quasi facessimo tutti parte di una famiglia allargata. Per questo, oggi, mi piacerebbe parlarvi di Valentina, expat attualmente residente in Portogallo, e del suo ultimo successo: la Guest House Fruiee Spirit Ericeira.  Insomma, senza ulteriori indugi, le lascio la parola. Buona lettura!
Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …