Passa ai contenuti principali

Negli occhi hanno dei consigli e tanta voglia di avventure

[Credits al titolo - ma c'è davvero bisogno? -: QUI]

Cosa c'è di meglio dell'acquistare un buon prodotto a un buon prezzo avendo peraltro la certezza di aver anche fatto una buona azione?
Si tratta di qualcosa che la maggior parte di noi ha fatto almeno un paio di volte, a ben pensarci... dai prodotti di Libera Terra, alle scarpe della Toms, a fiori e piante dell'Aidmo sino ai bonsai per sostenere l'Anlaids...
Ecco, oggi ho deciso di approfittarne per parlarvi di un libro. Questo, ad essere precisi..



Cos'è? 
Ebbene, si tratta di un e-book che raccoglie racconti, emozioni, aneddoti di donne italiane expat che decidono di far sentire la propria voce e raccontare le proprie avventure, vicissitudini, esperienze.
Se è vero che le donne hanno un modo tutto proprio di raccontarsi - lo diceva già Hélène Cixous, a ben pensarci -, questa è decisamente una buona occasione per godere appiendo di un ventaglio di sensazioni non indifferente. Ogni racconto apre una nuova finestra su una realtà diversa, interessante, accattivante, dalla quale c'é sempre - ma davvero SEMPRE - qualcosa da imparare.
Un libro, insomma, che non si rivolge solo a chi decide di lasciare la propria casa per costruirsi una nuova vita o inseguire un sogno ma a chiunque sia "affamato di mondo", chiunque abbia voglia di immergersi anche solo per poche ore in un caleidoscopio di realtà diverse e uscirne arricchito, forse un po' turbato ma sicuramente almeno un pochino migliorato.

E sapete qual'è la cosa migliore?
L'intero ricavato andrà ad un'organizzazione non governativa che si occupa di adozioni internazionali - l'AiBi - presso la quale lavora una delle autrici del libro.
Cosa aspettate, insomma? Costa solo 5,99€ e - fidatevi - non ve ne pentirete!!! Correte su Amazon a comprarlo!  
Trentaquattro italiane emigrate in ogni angolo del mondo si raccontano. Lo fanno a ruota libera, soffermandosi di volta in volta su aspetti specifici del proprio vissuto - la vita quotidiana, gli affetti, il lavoro, gli usi e costumi del nuovo paese, il cibo, l’arte, la musica, le bellezze naturali, le atmosfere. Parlano dell’eccitazione del cambiamento, delle difficoltà di integrazione, del dolore e della malinconia, del distacco dalla propria terra di origine. Ancora, si interrogano sui diritti civili, sulle discriminazioni razziali e di genere, sulla povertà, la disuguaglianza sociale, e tanto altro. C’è molta sincerità, in questi racconti: questa capacità, prettamente femminile, di mettersi a nudo, è ciò che lega tra loro le diverse esperienze.Per comprendere il significato profondo dell’espatrio nell'era digitale, per vivere e capire le emozioni di donne che hanno fatto la valigia e sono diventate delle moderne migranti.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

|| Expat - Life || Soffitti di vetro

Qualche tempo fa, a lavoro, è successa una cosa abbastanza triste. Un cliente, noto per essere particolarmente difficile e poco amato dall'intero staff, ha aspettato io andassi poco distante per posare un paio di tazze, prima di rivolgersi alla mia collega chiamandomi "die Ausländerin", ossia la straniera. In quattro anni abbondanti che abito qui, davvero, è stata la prima volta in cui qualcuno non mi ha chiamata per nome ma mi ha additata in quel modo. Pochi giorni dopo è successo una seconda volta: un cliente, evidentemente alticcio, mi ha additata dicendo che fosse lento a capire non per via dell'alcool che aveva trangugiato ma a causa del mio accento. Questi sono gli unici due casi in cui il mio non essere "autoctona" è stato additato quindi, rispetto a persone di colore o dai lineamenti non caucasici, posso ritenermi privilegiata. Probabilmente è stato a causa del fatto io sia arrivata in un posto che mi ha fatta subito sentire a casa, ma ho comunque …

|| Expat-Life || Ogni riccio un capriccio

Chi di voi non ha sentito, almeno una volta, le parole "Eh, come dalla mia parrucchiera in Italia nessuno M-A-I"? Come se, al di fuori dello Stivale, girassero tutti con una parrucca per evitare di mostrare in pubblico lo stato in cui versano le loro fulgide chiome. Come tutte le realtà, in ogni caso, anche il mondo dei parrucchieri e dei centri estetici assume sfumature diverse e segue regole diverse rispetto allo stivale. Ecco, insomma, cinque cose delle quali tener conto prima di prenotare il vostro primo taglio di capelli all'estero. 

1. Trovare un parrucchiere che ci soddisfi è difficile, all'estero come in Italia, ergo non stupitevi se le prime due o tre volte non sarete soddisfatti del risultato. Capita. (A onor di cronaca: a me capitò anche un paio di volte in Italia. Fa parte del processo, suppongo.) 2. A volte farsi capire può risultare un po' difficili, nonostante una padronanza della lingua già molto buona. In questo caso può essere utile portarsi un p…

|| Auf dem Weg || Free Spirit Ericeira

Donne che emigrano all'estero, oltre ad offrire una piattaforma a molte di noi, permette di creare tutta una serie di rapporti di amicizia e/o collaborazioni che hanno contribuito a renderci persone non solo culturalmente ricche ma, in qualche modo, ci ha avvicinati quasi facessimo tutti parte di una famiglia allargata. Per questo, oggi, mi piacerebbe parlarvi di Valentina, expat attualmente residente in Portogallo, e del suo ultimo successo: la Guest House Fruiee Spirit Ericeira.  Insomma, senza ulteriori indugi, le lascio la parola. Buona lettura!
Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …