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Idahot-IdaNOT



Il tema esula forse un po' da una possibile "Hopeless-Wanderer" Playlist, ma in quanto persona LGBT è mio dovere parlarne...
Quest anno - per la seconda volta - mi sono unita all'Orga-Team dell'Idahot, dove Orga sta appunto per organizzatori.. ecco, posso dire che un po' a 'sto giro me ne pento?
Chi mi conosce - di persona e/o da anni - sa quanto io mi prenda a cuore le varie cause del caso, quanto spesso mi dimentichi di mangiare bere dormire andare in bagno perché ho un obiettivo da portare a termine... lo faccio perché agisco così per le cose in cui credo, lo faccio perché penso onestamente alla me stessa di dieci anni fa e mi dico che una cosa del genere mi avrebbe fatto proprio tanto bene.
Siamo almeno dieci membri all'interno del team e il fatto di avere opinioni (anche politiche) diverse fa un po' parte del gioco, ma siamo rimasti impigliati in una questione che non solo ha sollevato gli animi ma sta portando un paio di noi a riflettere sul fatto si voglia o meno andare avanti con l'Organizzazione o lasciare che sia il resto del team a occuparsene.
Una parte del team identifica l'Idahot - che poi si chiama IDAHoBIT*, ma questa è un'altra storia - con un festival queer-femminista e ha richiesto che i DJ e gli artisti per la serata con Concerto e Musica siano solo donne. Nemmeno a dirlo, il putiferio..
Ora, non ho intenzione di fare pipponi sul femminismo, su cosa sia e su cosa vogliano dire...sono anche convinta che quello che per loro sia femminismo non sia quello che io intendo come femminismo e parimenti la mia visione dell'Idahot è palesemente diversa.
Il mio punto - forse compreso, ma non ci spero - è che se una parte del pubblico - uomini, cis o trans, gay o etero - non si vede rappresentata, magari non viene e oltre ad essere un peccato è la rovina. Anche in termini economici.
Mi sono rotta le scatole di sentirmi dire "Eh, tanto si aggiusta" e non trovo giusto dover tacere solo per quieto vivere. Ci sono cose sulle quali non sono disposta a mollare e l'altra soluzione pare essere lasciare il festival. Ne parlavo con un'amica e quello che ne è emerso è che pare davvero una battaglia contro i mulini a vento ed è sinceramente desolante...
Trasformare un festival per la tolleranza in un Frauenkampftag è desolante.
Il fatto che questo spinga una parte di pubblico e di organizzatori a rinunciare anche.

IDAHOT: international day against homophobia and transphobia
IDAHoBIT*: international day against homophobia, biphobia, interphobia and transphobia

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Buongiorno Valentina, innanzitutto ti andrebbe di presentarti ai lettori di „Hopeless Wanderer“?
Buongiorno a tutti e grazie a te Samanta per avermi dedicato questo spazio. Sono umana, sognatrice e una curiosa viaggiatrice. Sono al mio secondo espatrio, vivo in Portogallo da circa un anno e da sei mesi in una località sulla costa atlantica: Ericeira, mecca del surf a 40 minuti da Lisbona. Ho aperto una piccola guest house, alla quale sto …