Passa ai contenuti principali

Post

Volontari: tutti i gusti più uno

Workaway è un portale internet sul quale attività commerciali, privati e spesso anche associazioni umanitarie offrono vitto e alloggio in cambio di 25/30 ore di lavoro settimanali presso le loro strutture. C'è chi ne approfitta per integrarlo al proprio viaggio attraverso l'Europa ammortizzando alcune spese, chi lo fa soprattutto per spirito umanitario e voglia di scoprire nuove culture e chi, come me, decide di approfittarne per immergersi in una nuova realtà e concedersi qualche mese di reset prima di riniziare. Chissà dove, chissa quando, chissà come. Come tutti, anche i workawayers sono suddivisibili in categorie semi-serie dove a farla da padrone sono le loro buffe manie e il loro essere, a volte, persino un poco ingenui. Ecco a voi, insomma, le quattro categorie di volontari che incontrerete lungo il vostro cammino. I gourmet: ci sarà sempre, ma proprio sempre, qualcuno che deciderà che lamentarsi del cibo sia cosa buona e giusta. Troppo insipido, troppo grasso, troppo p…
Post recenti

Il peso della valigia: di backpacking e spalle indolenzite

Partire con uno zaino sulle spalle è stata una scelta che ho preso seguendo l'istinto, senza pensarci troppo e certa fosse la soluzione migliore per inaugurare questo downsizing che, a proprio modo, è anche un po' un reset. Scegliere di partire con uno zaino sulle spalle, allo stesso modo, mi ha fatto realizzare un paio di cose che, da backpacker della domenica, avevo in qualche modo sottovalutato. Ecco, insomma, gli aspetti meno glamorous del backpacking, giusto per ricordarci che le nostre avventure vanno al di là della copertina patinata dell'ultimo libro scritto dal travel blogger del momento.
È pesante: nonostante uno porti lo stretto indispensabile, a volte 12-15 kg sulle spalle si fanno sentire, soprattutto quando si tratta di sollevarlo da terra prima di metterselo sulle spalle. Altre, nemmeno a dirlo, quei kg di troppo vi aiuteranno a rimanere con i piedi ben piantati a terra. Soprattutto quando il bus di campagna che vi porta in mezzo alla macchia portoghese inchiod…

Con una casa sulle spalle ed il sorriso nel cuore

Ho uno zaino da montagna sulle spalle.
Pesa, a volte barcollo un pochettino all'indietro ma non mollo. Aggiusto un pochettino il peso, mi bilancio meglio sui piedi e riparto. Le mani strette ad uno zainetto più piccolo che, invece, ho scelto di non imbarcare, mi muovo a passi lenti ma decisi. Uno davanti all'altro.
Ho scelto di ripartire con uno zaino perché, a forza di star fermi, avevo perso la percezione di tutte le cose che, in questi anni, ho accumulato. Riparto con "una casa" sulle spalle, consapevole del peso di ogni piccola cosa. Dalle scarpe all'ombrello passando per le bustine di the che la mia migliore amica ha insistito per infilarmi di straforo. "Che una tisana fa sempre bene"
Riparto con le migliori intenzioni e pochi piani concreti.
Riparto con un posto dove stare, una missione e il sorriso nel cuore.
Riparto nonostante lo scetticismo di chi, probabilmente, mi ama solo a metà.
Riparto da me, tra alti e bassi, con uno zaino sulle spalle e…

Torino ed il retrogusto dolce dell'Amarcord

Tornare a Torino, lo confesso, è stata un'avventura.
Un viaggio pieno di alti, qualche basso, un paio di prove da superare e di tanti piccoli aiutanti magici dei quali, in qualche modo, avevo proprio bisogno.
L'ho trovata sempre uguale e sempre un po' diversa, la mia Torino. Qualcuno direbbe che è peggiorata con gli anni, qualcuno direbbe che ci si lamenta sempre per niente. Io mi limito a constatare che il tempo è passato un po' per tutti, anche per la Madama. L'ho ritrovata un po' chiassosa e decisamente troppo piena di gente, Torino, nonostante fosse fine agosto e la maggior parte della gente fosse ancora in ferie.  L'ho trovata grigia, perché il sole ha deciso di abbandonarci a metà giornata lasciando il posto a un grigiore che, davvero, non mi aspettavo e che ci ha fatti svegliare con una frescura tutta piemontese ma ben poco estiva. L'ho trovata un po' più sporca di quanto non ricordassi e con i cestini dell'immondizia tutti un po' spa…

We can be heroes

Federica (o Feffè), l'autrice di Not only Barcelona, è una di quelle persone che mi ispirano a cercare di migliorarmi sempre, almeno un poco. Mi sfida ad andare oltre a limiti e preconcetti, mi stimola a vedere oltre, mi fa andare al di là. Se a questo si aggiunge il fatto sia una mente creativa eccezionale, un'anarchica impenitente ed una scrittrice assolutamente piacevole, irriverente e geniale da leggere beh: la frittata è fatta.  Federica, al momento, si trova in Libano per sostenere un progetto umanitario nella regione di Akkar, al confine con la Siria, vicino alla città di Tripoli.  In un post sulla pagina Facebook di Not only Barcelona troviamo il resoconto delle sue prime giornate... "Arrivano 16 persone da diversi paesi. Arrivano 16 persone con storie di vita presente e passata differenti. Alcuni Cristiani, alcuni Mussulmani, alcuni Atei, alcuni credenti a modo loro. Sono tutti volontari. Arrivano tutte in Libano, nella regione di Akkar, al confine con la Siria, vic…

|| Expat-Life || La retorica della resilienza

Se c'è una cosa che, almeno un poco, mi ha sempre fatto storcere il naso, lo confesso, sono gli articoli in cui si parla di quella forza primordiale che ci fa rialzare, asciugarci le lacrime ed andare avanti. Non è il concetto a farmi arricciare il naso, capiamoci, bensì la retorica di chi sorride della resilienza umana dall'alto del proprio scranno senza alcuna cognizione di causa. Insomma, come direbbero i miei amici tedeschi: leere Worte, mein Freund, leere Worte. (Parole vuote, amico mio. Parole vuote)

Venerdì, dopo aver lavorato otto ore in mezzo a clienti francamente esasperanti, roba che persino la padrona del negozio era senza parole, sono arrivata a casa e mi sono guardata attorno. Valigie da riempire, borse da portare alla campana dei vestiti, documenti da mettere in ordine e via discorrendo... insomma: un bel casino. Tutto 'sto disordine, unito al fatto ci siano cose che non possa ritirare e/o sistemare prima dell'ultimissimo minuto, mi ha sopraffatta al pu…

|| Expat-Life || Eins, zwei, Polizei

Ripensandoci, suppongo che lasciare questo posto senza essere passata almeno una volta per la stazione di polizia non fosse nelle carte. Era un'esperienza, quella di compilare una denuncia contro ignoti, che a quanto pare dovevo ancora  fare ergo: Eins, zwei, Polizei. 

Ieri sera sono scesa in cantina, decisa a posare due scatole con qualche libro che ho scelto di lasciare qua. Ad attendermi, ho trovato una piccola grande sorpresa: la porta era aperta e il lucchetto a terra in due pezzi, probabilmente aperto con una qualche tenaglia. Ho letteralmente buttato le mie scatole su un piano di metallo, guardato intorno et voilà: una bicicletta del mio coinquilino è sparita. Il resto sembra essere in ordine, le due BMX ci sono ancora e le restanti cianfrusaglie pure. Okay, riflettendoci un secondo, forse manca una ruota di non so nemmeno cosa, perché ne conto solo tre e mi chiedo a cosa servano tre ruote diverse. Misteri, suppongo. Corro su, recupero un lucchetto che meditavo di buttare,…