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Don't look back in anger (cit.)


Stamattina ho consegnato in posta i documenti per il cambio di residenza, dopo averli stampati ieri presa da un raptus organizzativo e – forse forse – anche dalla voglia di tagliare un cordone ombelicale ormai secco.
Complice un lavoro quasi “stagionale” – semestrale, ad essere pignoli – e il terrore probabilmente tutto italiano della burocrazia nostrana, non avevo mai colto l’occasione e ieri alla fine mi sono decisa. Fertig.



Quella stessa sera - ascoltando quella musica che mi riporta sempre al verde dell’Irlanda, a Galway e ai miei quattordici anni – ho preso i miei vestiti corti e attillati (che non metto da almeno due anni) e li ho messi in uno scatolone, con le mie magliette ormai troppo estive e i pantaloni corti che – con queste temperature – non vanno proprio d’accordo. Li ho messi sul fondo, assieme a due paia di scarpe coi tacchi e a chili di sabbia blu che si era rovesciata quando ho usato lo scatolone per spedire alcune cose dall’Italia. Non li ho buttati ma li ho messi da parte, perché quello che ero quando li usavo e quello che sono ora non combaciano più, perché sono cresciuta o forse solo cambiata ancora un poco. Perché buttarli non mi andava e tutt’al più posso pensare di donarli alla croce rossa.

In un articolo che ho scritto per Donne che Emigrano all’Estero ho parlato di quanto alcune mie amicizie si siano dimostrate restie ad accettare tutta una serie di cambiamenti che mi riguardano e questo è uno dei tanti. Il loro puntualizzare costantemente il fatto non fossi più quella mi ha impedito di inscatolarli per mesi, mi ha bloccata dal fare un passo che mi ha portata più vicina alla me stessa che vedo ogni giorno allo specchio. Sino a ieri. Sino a quel primo cordone ombelicale secco che mi ha spinta a scrollarmi anche questa polvere dalle spalle.
E ieri ho riscoperto una cosa che a volte dimentico, presa dalle mille insicurezze di una mente che – diciamocelo – spesso pensa proprio troppo. Ho riscoperto come è liberatorio ritornare a se stessi, non agli inizi ma all’essenza. In barba a cambiamenti, cordoni ombelicali e tacchi alti.

Piccola nota di servizio: mi sono finalmente decisa ad aprire una pagina Facebook che ospiterà i contenuti di Hopeless Wanderer, magari qualche foto random e qualche articolo interessante. Che ne dite di cliccare "Mi piace"? ;-)


Commenti

  1. brava hai fatto benissimo. mi rendo conto che non è facile. Ma serve.
    la tua nuova te stessa sarà ancora più fiera di te.

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