Hartz IV e reddito di cittadinanza: alcune precisazioni


Ormai più di un mese fa mi è capitato di partecipare alla registrazione di una puntata di Spunti di vista per Radio 24, il cui tema era il cosiddetto “Reddito di cittadinanza”.
Dopo aver parlato del fatto il reddito di cittadinanza esista solo come concetto astratto in tutti i Paesi d'Europa e sia quindi realizzato con varie forme di sussidio, mi è stato chiesto di parlare dell’Hartz IV e di come funziona in Germania. In accordo con Katia, poi, ho scritto un articolo per DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO dove ho spiegato di cosa si tratta e come funziona.
(Inciso: DCEE è un bellissimo sito contenitore, dove si alternano post informativi, post più intimi e recensioni dell'Autrice Emma Fenu e tanto altro... insomma: merita dargli un'occhiata!)
La risposta del pubblico è stata curiosa, lo ammetto.
Ho ricevuto personalmente tutta una serie di ringraziamenti per il post informativo che ho redatto per il sito, sono stata contattata (anche in privato) dopo che l'intervista è  andata in onda, ho ricevuto alcuni arricchimenti o informazioni di carattere più politico e ci sono state delle critiche quantomeno curiose in merito al fatto non sia uno stipendio e l'affitto non sia sempre coperto e blah blah blah...
Qui, insomma, mi permetto di rispondere a un paio di osservazioni.
L'Hartz IV non è uno stipendio. Uno stipendio prevede un lavoro, nel caso una persona non lavori, questa può ricevere la disoccupazione (se gli spetta) oppure l'Hartz IV che è - appunto - un sussidio. Tutto questo, naturalmente, se rispetta una serie di regole e fornisce la documentazione richiesta.
Il Wohngeld non corrisponde necessariamente all'importo dell'affitto: ci sono delle tabelle con metrature, valori catastali, soldi ect.. Non si può vivere in un loft e pretendere di ricevere i soldi dell'affitto, ma si può provvedere a cambiare casa e in questo caso c'è la possibilità di richiedere consulenze e preventivi.
L'Hartz IV non è un'isola felice, un materasso morbido sul quale buttarsi... spesso leggo di persone che appena arrivate, senza nemmeno informarsi se esistano o meno versioni nostrane del collocamento, chiedono a quanto ammonta il sussidio che spetta loro. Mi piacerebbe fosse chiaro che il fatto uno Stato sia dalla parte dei cittadini, li tuteli e li sostenga non significa che di questa mano tesa occorra approfittare a man bassa.
Come direbbe mia mamma...
Solo perché ti viene data una mano non significa necessariamente che tu debba prendere tutto il braccio.

Esistono naturalmente tutta una serie di situazioni difficili ma trasferirsi in un Paese con il solo intento di riceverne i sussidi, sbuffando peraltro quando si viene a conoscenza di regole e parametri che regolano l'erogazione di questi ultimi significa sputare letteralmente addosso a chi parte con la voglia di farcela e di impegnarsi. Ho visto persone vivere in condizioni precarie, spesso essere protagoniste di situazioni quantomeno pericolose, riuscire ad avvicinarsi a questi sussidi con l'aiuto degli intermediari del Job Center e iniziare lentamente a ricostruirsi una vita. Conosco persone che lavorano a chiamata e altrimenti non riuscirebbero a vivere in maniera dignitosa... per loro dico grazie e allo stesso tempo non posso non condannare chi invece se ne approfitta pensando si tratti della borsa sempre aperta dello Zio d'America...
Tutti vorremmo vivere in un mondo ideale, in cui venire pagati per non far nulla è la norma, ma non è così... Gli aiuti sono sacrosanti e il fatto esistano spesso ci da anche il coraggio necessario a fare quel salto, a realizzare quel sogno, a imbarcarsi in quella nuova avventura. Ed è proprio per una forma di rispetto per coloro che ne sono coscienti e li utilizzano con coscienza che dovremmo avvicinarci a certi sussidi con quanto più rispetto - anche per gli altri! - possibile.






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