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|| Expat-Life || Und ich bin greezly jetzt


Mal bist du der Jäger, mal bist du der Bär.Doch wenn,du Bär sein musst, um Gottes Willen, dann kämpf!


L'ennesimo fatto di cronaca in Baviera. Un rifugiato che viveva in Germania grazie alla Duldung (non aveva ottenuto l'asilo ma non era stato rimpatriato perché le condizioni in Siria non lo permettevano) si è fatto esplodere poco lontano da un festival che contava almeno 2500 ospiti, giovani e meno giovani.
Pare si trattasse di una persona mentalmente instabile che aveva già tentato il suicidio due volte, non sono stati confermati moventi terroristici ma la stampa e la politica già ci vanno a nozze... Sulle note di "rimandiamoli a casa"e "la Germania ai tedeschi" l'AfD sta letteralmente ballando il can can degli opportunisti.
Disgusto per la politica a parte, la prima cosa che i miei amici mi hanno detto è stata "occhio che era un concerto". Chi legge queste pagine da un po' sicuramente conosce la mia passione per i concerti, per le serate in musica, per quell'atmosfera tutta speciale che solo lì si respira. Ecco, sto aspettando di chiamare mia madre in serata per dirle che qua è tutto tranquillo e che no, non intendo chiudermi in casa, rinunciare al festival che ho programmato o al viaggio prenotato. Tantomento ho in programma di rifugiarmi da loro, anche perché ormai la sicurezza è ovunque e in nessun luogo (cit.).
Ci ho pensato tanto, ci penso continuamente a dire la verità.
Penso al fatto il futuro del mondo sia in pericolo perché di questo mondo pare si voglia distruggere la generazione più giovane, quella che ancora potrebbe cambiare qualcosa.
Penso a chi è uscito per godersi un festival e si è scontrato con una realtà allucinante, annicchilente, illogica.
Penso a chi ci vorrebbe spaventati (e credetemi in un modo molto incoscente lo sono anche io) e provo tanta rabbia. Perché fermare una generazione, privarla di gioia e costringerla in una dimensione fatta di terrore è ignobile.
Penso al fatto che non smetterò di uscire, viaggiare, cantare, andare a conterti o festival perchè la gioia è esattamente una di quelle cose che il terrore non capisce, nemmeno conosce e che sicuramente teme. Perché è potente, liberatoria, contagiosa.. Perché da speranza e fa credere in nuove possibilitá e futuri migliori. Perché rende questa esistenza piena e degna.
E sinché avrò fiato urlerò la mia rabbia e canterò la mia gioia.
Sinché avrò forza correrò verso i miei obiettivi e ballerò ad occhi chiusi e col sorriso sulle labbra.
Per me, per chi colora la mia vita e per chi non ha potuto vivere l'esistenza piena che meritava.
Nello speciale di Rai3 successivo alla strage del Bataclan, Gramellini sottolineò proprio questo: il fatto a essere in pericolo non sia solo il modo di vivere definito occidentale quanto la gioia di vivere che permea questa cultura, la voglia di godere di ogni attimo e di rendere ogni istante memorabile.
Di fronte a avventimenti come questi, oltre all'impegno politico, l'unica cosa che si possa ancora fare è esattamente questa: godere della vita che ci è stata donata, non permettere al terrore di vincere, sorridere e ballare anche per chi non può più farlo. Rendere omaggio a quelle vite spezzate essendo grati di ogni attimo che ci è concesso, vivendolo a fondo e con consapevolezza.
Per noi stessi, per chi non c'é più e per questo mondo così orribile e al contempo bellissimo.
Con gioia e gratitudine.
Ogni secondo che ci è concesso.


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