Il mio grosso grasso matrimonio all'italiana

Fra un mese la mia migliore amica si sposa. UN MESE.

Ecco, credo di non essere pronta.. cioè, ho già vestiti pronti, idem per le scarpe, il biglietto aereo è stato prenotato e i Fiori di Bach sono in borsa. Ciononostante ieri sera, quando mi ha mandato la foto del vestito con le modifiche giuste, il velo e tutto il resto ho iniziato a piangere. Io che di regola non piango proprio mai. Non è colpa mia, semplicemente non mi viene..
In ogni caso mi sono trovata davanti la foto di questa bellissima donna e non ce n'è più stato per nessuno. La lacrimuccia è scesa.
Perché se da un lato conosco ogni singolo aspetto della persona meravigliosa che è, ne ricordo i sogni e le ambizioni, ne riconosco le millemila sfumature beh... dall'altro non mi sono mai fermata a sufficienza per osservare con meraviglia la donna splendida, realizzata, sorridente, positiva, semplicemente speciale che è.
Stamattina mi è capitato sott'occhio un bellissimo articolo di Wanderlust sulla ricerca di una forma d'amore negli altri quando - ad essere importante - è innanzitutto l'amore per se stessi. Senza quello - manco a dirlo - non si va da nessuna parte. Ebbene, se una definizione del genere si applica soprattutto a me, sono contenta - che dico?! Estasiata! - che lei si ami a tal punto da vedere questo amore riflesso in qualcun altro. Sono felice di saperla in una relazione stabile, appagante, positiva, equilibrata e tanto altro ancora. Sono sollevata, perché non averla accanto mi fa spesso temere di non poterci essere nel momento del bisogno. Sono terrorizzata, perché ora che è diventata una "brava donnina" come faccio? Chi viene con me a esplorare l'ignoto?
Non lo so. Faccio fatica a realizzare che gli anni dei viaggi, delle scoperte, delle avventure ora dovranno assumere una nuova forma, intraprendere un nuovo percorso. Mi sembra ieri che siamo salite insieme sulla cupola di San Pietro perdendoci in battute su Fantozzi per resistere alla pioggia che imperversava, per poi dirigerci zuppe ma felici a Castel Sant Angelo. E mi sembra sia passato un battito di ciglia da quando mi è venuta a salutare prima che partissi per trasferirmi e - insieme - abbiamo bevuto l'ennesima tisana al finocchio.
Non so bene che equilibrio si andrà creando, come non so che ne sarà di noi ma so che ci sarà un noi e - al momento - mi basta.


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