Lui, lei, loro...? NOI!

ATTENZIONE! Il termine "gender" qua viene utilizzato per indicare il genere - o sesso biologico -. Non ha nulla a che fare con le pagliacciate su inesistenti teorie create da qualche pecorone solo per spaventare chi ancora non sa difendersi armandosi di fatti.

[Cistem nasce dalla crasi di CIS (il contrario di TRANS) e Sistem.]
Come forse ho già accennato, sono membro del gruppo universitario Queer Paradies che ha come scopo quello di creare un ambiente più tollerante e variegato offrendo seminari, letture pubbliche, film e quanto ci è possibile offrire con un budget limitato e un pubblico che spesso si augura solo feste e concerti.
Ieri abbiamo ospitato l'intervento di Muriel Aichberger sul tema del linguaggio. Il titolo era - tradotto - "Lingua genderizzata e pratiche linguistiche inclusive". Il concetto è semplice: come posso utilizzare il linguaggio in modo che un'intera comunità si senta rappresentata?
Se da un lato il tema non è nuovissimo - perlomeno qui, o in America... -, dall'altro la discussione è stata decisamente "esaltante". Ci sono stati feedback positivi, pareri un po' scornati e qualche "tradizionalista". In ogni caso, ancora una volta siamo stati messi di fronte al fatto che il cambiamento c'è, basta accettarlo senza arroccarsi su posizioni quali "è sempre stato così...perché cambiare le cose?".
Perché è giusto, bello, importante riconoscere chi è diverso da noi. Perché tutti - incluse la comunità transessuale e quella intersessuale - meritano di avere una voce e di essere presi in considerazione senza essere categorizzati in gruppi che non li rispecchiano.
Perché di fronte all'intolleranza, alla violenza, all'odio DOBBIAMO prendere una posizione. Farlo con cognizione di causa, apertura mentale e rispetto per il prossimo.
Perché non c'è nulla di più bello del vedersi e accettarsi con le proprie differenze - grandi o piccole che siano - e decidere di amarsi proprio perché se ne riconosce il valore e non lo stigma che il concetto di diverso spesso - ahimè - porta con sé.
Insomma, d'ora in avanti chiedetevi se il pronome che usate per riferirvi a una persona lo rispecchia, chiedete a lui e ricordatevi che un piccolo gesto come questo è in grado di apportare grandi cambiamenti. Un passo alla volta, certo, ma sempre in avanti.

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