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Work-talk is the new black

Molto spesso mi capita di sentire gente parlare di lavoro. Questo perché - volenti o nolenti - é una parte importante della nostra vita, perché passiamo ore e ore a occuparcene e perché - ammettiamolo - parlare di lavoro sostituisce spesso quello che chiameremmo "small talk".



Ciò detto ieri sfogliando annoiata il profilo Facebook di qualche conoscente non ho potuto fare a meno di riflettere su un paio di cose. insomma, mi sono trovata davanti bacheche intere di "domani ho la riunione X", "il mio capo vuole che faccia XYZ", "udite udite, domani al lavoro N"... che noia! Non me ne si voglia ma sto iniziando a diventare allergica alle persone che parlano ESCLUSIVAMENTE di lavoro.. non perché non dia valore a quello che faccio o che gli altri fanno, ma perché mi rendo sempre più conto di quanto sia bello e importante non limitarsi a parlare di colleghi noiosi, capi impossibili e quanto altro...
Allo stesso modo mi spiace sempre un po' quando la prima domanda che mi viene posta è "come va il lavoro?" e non - ad esempio - "cosa fai questo week-end? cosa stai leggendo? che musica hai scoperto di recente?". Mi ritrovo spesso a chiedermi se davvero dall'esterno traspaia solo il mio lieve stakanovismo...

Limitarci a parlare di lavoro può dare l'impressione che il nostro unico interesse sia quello e non il libro che stiamo leggendo, le peripezie che ci vedono protagonisti, l'ultimo concerto o l'ultima mostra alla quale siamo stati. Siamo persone che lavorano, si impegnano, si danno da fare su millemila fronti MA siamo anche tanto altro.. siamo i nostri interessi, le nostre giornate no, i nostri successi e le nostre battute d'arresto. Siamo un caleidoscopio fatto di millemila colori e riconoscerne solo uno é proprio un peccato...insomma, meno work-talk  e più me-talk non potranno altro che farci un gran bene. Che ne dite?

Commenti

  1. Anch'io come te sono un'italiana che ha deciso di mollare tutto abbandonando la nostra bella e amata italia.Mi complimento per il tuo blog,molto fresco ed originale.Spesso quando si vive all'estero si sente la necessità di raccontarsi e lo si riesce a fare attraverso i propri articoli.Ho anch'io un mio blog http://chooseyourlifepeople.com

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