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L'importanza di chiamarsi Unicorno


..no, non preoccupatevi, non sono diventata scema tutto d'un tratto. Al più lo ero già e non ve ne eravate mai accorti... ;-)
Tantomeno voglio fare il verso a Oscar Wilde e al suo piccolo gioiello The importance of being earnest, anche perché le mie velleità scrittorie raramente sfociano nel comico. Amo la tragggggedia, altroché. ;-)

Riflettevo prima sul fatto che una mia cara - carissima - amica un giorno mi disse che sono un po' unicorno, perché cerco sempre di vedere il positivo. Anche quando affondiamo tutti a piene mani in oceani di profumatissima melma.
Per dire, oggi ho parcheggiato la bici davanti alla scuola e mi sono resa conto che il cambio davanti era bloccato. Non si muoveva dal rapporto più grande e mi stava venendo un mezzo colpo quando mi sono detta "Sam, non c'è corrente ergo non salti in aria, non ci sono pezzi che si rompono al minimo colpo...prova a darci un occhio..".
Morale? Il cambio davanti adesso funziona quasi alla perfezione - voglio ancora darci un'occhiata per bene nel WE, ma questo perché sono una maniaca dell'ordine e del controllo - e io sono arrivata in classe dopo essermi lavata le mani almeno cinque volte sperando il nero del grasso andasse via se strofinavo ancora una volta. Ed è stato esattamente così. Insomma, la mia epidermide si è assottigliata di almeno qualche decimo di millimetro ma per il resto tutto bene.
E questo è solo un esempio.

Non amo piangermi addosso, ma ho passato mesi d'inferno tra l'incertezza di un futuro che non volevo - che non voglio, a conti fatti - e l'inesorabilità di alcune cose che devo portare a termine, perché rispetto ogni singolo impegno preso. Soprattutto se si tratta di lavoro.
Anche se a mio modo di vedere le cose non lo sono mai abbastanza, riconosco il valore del rigore e della disciplina e lo applico soprattutto su me stessa, il che significa che quando le cose vanno male tendo a punirmi inconsciamente perché - insomma! - le cose potrebbero pure andare meglio, uno riuscisse a darsi una regolata come si deve..!
Poi un giorno, dopo una settimana al limite del deprimente e un attacco di panico in fila all'altro mi son detta "Ma perché?" e ho iniziato - meglio: ho riniziato - a cercare il bello, il positivo, a credere in me stessa - almeno un pochino.. - e negli altri, a sorridere di ogni occasione e a cercare di coglierne quante più possibili. Non è facile, non sempre porta a risultati immediati ma ne vale la pena, perché le scoperte che uno fa lungo il cammino sono qualcosa che ci arricchisce. Sempre.
E non lo faccio solo per me, lo faccio anche per i miei amici: lo faccio perché vederli felici mi procura una gioia infinita, perché saperli sereni mi fa stare meglio.
L'ho scritto a lei sul suo biglietto di compleanno:
Perché sei un essere speciale,
ed io avrò cura di te.

Insomma, abbiate cura di voi stessi e dei vostri cari. Amatevi: amate i vostri difetti e i vostri pregi, adorate le mille imperfezioni che vi fanno unici e prendetevi un po' di tempo per cercare di far capire a coloro che amate *cosa* vedete, quando siete l'un* davanti all'altr*.
E ricordate:
“Breathe. You're going to be okay. Breathe and remember that you’ve been in this place before. You’ve been this uncomfortable and anxious and scared, and you've survived. Breathe and know that you can survive this too. These feelings can’t break you. They're painful and debilitating, but you can sit with them and eventually, they will pass. Maybe not immediately, but sometime soon, they are going to fade and when they do, you'll look back at this moment and laugh for having doubted your resilience. I know it feels unbearable right now, but keep breathing, again and again. This will pass. I promise it will pass.”
― Daniell Koepke

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