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Sehnsucht

Domani è Natale.
Finalmente, dopo quattro settimane di Avvento, tonnellate di biscotti speziati e numerosi Babbi Natale di cioccolata... ci siamo quasi.
L'anno scorso ero ad Amburgo, quest anno mi sono ritirata a miti riflessioni e sono rimasta a casa, affaccendandomi dietro qualche cosa rimasta arretrata e godendomi il divano, qualche vecchio film e un po' di musica.
Stamattina mi è arrivato l'ennesimo pacchettino da parte di un'amica, a ricordarmi che si può finire anche in capo al mondo ma certe persone restano e certi legami - nonostante discussioni incomprensioni mancanze - non si spezzano. Stavo rispondendo a qualche messaggio di auguri quando - su Berlino Magazine (il fu Berlino Cacio e Pepe) - ho letto questo:

Caro me stesso, nostalgia viene erroneamente utilizzata dal dizionario italiano-tedesco per tradurre la parola “Sehnsucht”. “Sehnsucht” è la parola tedesca che preferisco, ma non vuol dire nostalgia, è un termine che in italiano non esiste. “Sehnsucht” è un desiderio che non si può definire e realizzare, perché non si riesce a comprendere cosa si desidera. È la ricerca di qualcosa di ignoto, indefinito, un desiderio che fomenta chi lo prova a cercare senza sosta di colmare il vuoto che sente. [...] Sono un dito che punta alla cieca un mappamondo che non smette di girare. Magari il prossimo Natale lo trascorrerò nel Laos e non sentirò nostalgia di tutti i luoghi dove sono stato, di tutti gli amici e delle donne che ho conosciuto, ma proverò, come adesso, come ogni giorno e in ogni dove, Sehnsucht. (QUI l'intero articolo)

L'ho letta e mi è venuto da sorridere, e un po' anche da piangere. Perché partire spesso non vuol solo dire chiudere porte. Partire è aprirne altre, lasciarne aperte altrettante e guardarsi contemporaneamente avanti e indietro, sperando che i tanti passi fatti ogni giorno ci portino dove siamo destinati ad arrivare. Partire vuol dire rendersi conto di essere esattamente quel dito su un mappamondo che non la smette di girare impazzito, lasciandoci eccitati frastornati confusi elettrizzati.
E persino a noi, anime nomadi, viaggiatori senza speranza, trottole impazzite... beh anche a noi auguro serenità, gioia, cambiamenti, momenti che facciano battere il cuore e altri che ti facciano scaldare la pancia. Auguro certezze vecchie e nuove, punti d'appoggio ma soprattutto punti di partenza. Buone feste.

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