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Whatever will be, will be (?)

È da un po' di tempo che continuo a leggere post, appelli e richieste di persone che vogliono partire per un futuro migliore senza sapere dove andranno, cosa faranno, come sopravvivranno i primi mesi, cosa ne sarà di loro. Questa loro mancanza di piani mi ha fatto riflettere sul concetto di emigrazione, su quanto il fenomeno sia cambiato ma rimanga al contempo sempre lo stesso..
A ben pensarci un secolo fa si partiva esattamente così, per cercare fortuna e con la speranza di poter poi accogliere moglie e figli al seguito, senza sapere nulla del paese in cui si sarebbe andati a vivere, senza conoscerne la lingua e senza certezze...
Ecco, a volte mi sembra che nonostante siano passati decenni certi aspetti dell'emigrazione siano rimasti gli stessi.. Leggo di persone che per qualche motivo vogliono andare a Londra, ora il trend si sposta verso la Germania e la Norvegia, prossimamente sarà magari il Sud Africa poi chissà... Mi chiedo con che speranza di futuro (e che livello di disperazione) si possa pensare di trasferirsi in un altro stato senza conoscerne la lingua e senza sapere che si farà e sorrido pensando ai clienti che incontro e che mi chiedono stupiti se io (residente in Germania) parli almeno un po' di tedesco. Sorrido eppure lo trovo triste, come trovo deprimente pensare ci sia ancora gente che pensa di poter affrontare un cambiamento del genere sulle note di "Sará quel che sarà".
Certo, ci sono anche persone che ce l'hanno fatta, persone che vuoi per fortuna vuoi per intraprendenza si sono buttate e hanno avuto un riscontro. Eppure ci sono anche TANTE persone che dopo pochi mesi sono tornate dicendo "non ce la facevo. Non fa per me", avendo magari impegnato beni, venduto macchine e quanto altro..
Un mio caro amico, expat in Norvegia, un giorno mi ha detto una cosa: "Io non sapevo se ce l'avrei fatta. Sapevo che mi sarebbe piaciuto provarci, credevo in me stesso, ma con un lavoro sicuro in Italia dovevo tener conto anche di cosa lasciavo. L'aspettativa di sei mesi è stata per questo motivo un gran bel cuscinetto..."
Insomma, abbiate un piano. Istruitevi. Valutate più ipotesi. Non chiudetevi nessuna porta inconsapevolmente alle spalle. Combattete la paura di non farcela a suon di liste e organizzazione. Non dite "qualsiasi lavoro va bene", date valore a quello che sapete fare, abbiate voglia si imparare - SEMPRE - e fate del vostro savoir faire un punto di forza.
Abbiate la voglia di buttarvi in nuove sfide e l'umiltà di capire quali potete effettivamente vincere e come. Il resto, pian pianino, verrà da sé.

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