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#läufnicht

Vorrei scrivere uno dei miei soliti post filo-ironici ma la verità è che sono triste. Amareggiata. Stanca.
Oggi un gruppo neonazista ha tentato di marciare nel centro della città e - dopo 25 anni - ce l'hanno fatta di nuovo. Anche se solo in parte.
La contromanifestazione è iniziata alle otto e mezzo, ci siamo svegliati tutti di buon'ora e raccolti prima di cercare di organizzarci e fare in modo che la marcia rimanesse bloccata e non toccasse il centro cittadino. L'organizzazione del live ticker lasciava un po' a desiderare ma ce l'abbiamo messa tutta. TUTTA. Abbiamo corso, tentato di bloccare ogni possibile strada/traffico/passaggio che portasse al centro, ci siamo scontrati con cittadini indifferenti che hanno detto "Lasciateli passare...che volete che facciano?", abbiamo sorriso della banda cittadina che ha intonato pezzi classici per allietare i blocchi.
Ma non è bastato.
La polizia ha caricato i contromanifestanti e fatto scudo al gruppo di Neo-Nazi perchè "quelli erano gli ordini", non ha esitato a caricare con la pompa ad acqua, ha liberato i cani contro studenti di vent'anni ed è arrivata già con l'intenzione di far danni.
Io non sono tendenzialmente contro le forze dell'ordine. Sono anzi grata quando partecipano a manifestazioni di vario genere - a partire dai derby, che qua sono letteralmente infuocati - proprio perchè il concetto di ordine, così come quello di sicurezza, mi è caro.
Ma dover far arrivare dei poliziotti da un'altro Bundesland per proteggere noi perchè gli altri sono troppo occupati a darci addosso è sinceramente desolante. Soprattutto perchè i manifestanti erano famiglie con bambini al seguito, bimbi di sei anni che recavano cartelli con scritte cose del tipo "Voglio bene al mio amico Said". Perchè hanno preferito partire con camionette di ogni sorta invece di star dietro al branco di imbecilli che incendiava i cassonetti per non farci passare.
Avevo la pelle d'oca, lo giuro. E non perchè temessi per me, ma perchè mi chiedo come si faccia ad essere così ciechi, così ottusi e così insensibili.
E quando la smetteremo di farci del male a vicenda, senza imparare nulla da quella stessa storia che ci ha lasciati pieni di cicatrici.

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