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Und manchmal seh ich einen tag sonne nur als heiße luft {{Erfurt}}

[Le foto sono tratte dal sito dell'Agenzia del Turismo di Erfurt, non mi appartengono e non ne detengo alcun diritto.] 
[Il titolo ricalca la strofa di una canzone - bellissima! - di Spaceman Spiff: Milchglas]

Spesso, parlando con i turisti che porto in giro, amo chiamare Erfurt “la grande sconosciuta”. Infatti, mentre tutti conoscono Berlino, Ratisbona o Amburgo, pochissimi paiono conoscere il capoluogo della Turingia, nonostante sia pregno di storia e – oltretutto – dotato di un centro storico decisamente grazioso.



Erfurt è la città del blu, di Martin Luther e – come ogni buon centro che si rispetti – della birra.

Chiunque abbia voglia di passeggiare per il centro storico e soffermarsi a vedere scorci inaspettati ma bellissimi, insomma, deve farci un salto.

La prima volta che arrivai a Erfurt non ne rimasi particolarmente colpita. Vuoi il sonno – era mattina presto – vuoi il freddo – era gennaio -, tutto quello che volevo era chiudermi in un bar e tuffarmi letteralmente in una tazza di caffè bollente. Vi sono ricapitata poi un giorno per lavoro e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Io che mi limitavo a fare il tragitto sino alla VHS e ritorno, insomma, avevo appena scoperto un piccolo tesoro fatto di chiesette, antichi birrifici, piazze più o meno grandi ma decisamente deliziose, sinagoghe e una zona attorno al fiume che faceva venir voglia di comprare un gelato e mettersi a leggere un libro seduti sulle panchine antistanti.



In primavera si tinge di colori accesi e anche i piccoli parchi iniziano ad essere invasi di mamme, bambini, ragazzi più o meno giovani e – in generale – di quell'allegro chiacchiericcio che mette di buon umore. :D



Ma bando alle ciancie, ora sarà meglio che vi racconti qualcosa...

Erfurt nasce come cittadella romanica: durante l'VIII secolo si procedette alla costruzione di una grande chiesa – oggi Erfurter Dom o Duomo di Santa Maria – a beneficio dell'urbis che già si era insediata sul territorio e del monastero di suore benedettine che sorgeva già sulla collina.





La ricchezza del luogo deriva soprattutto dal commercio, in particolare da quello della colorazione blu per i tessuti, ottenuta grazie a una pianta – infestante NdA – tipica della zona che prende il nome di isatis tintoria. Le foglie della pianta venivano raccolte, compresse in palle che prendono il nome di coccagna e fatte seccare in appositi magazzini. Queste venivano poi frantumate e mescolate ad una miscela di acqua e urina; il composto fangoso ottenuto veniva steso, fatto seccare nuovamente e la polvere ottenuta, mischiata all'acqua, tingeva i tessuti che – stesi ad asciugare – da verdi diventavano blu. Essendo l'indaco l'unica altra alternativa dell'epoca, non dovrebbe meravigliare nessuno il fatto il commercio dell'isatis abbia reso la città decisamente fiorente.





La ricchezza dei mercanti, insieme alla localizzazione geografica – una via di Erfurt si trova esattamente lungo la Via Regia[1] – permise la costruzione di un ponte, ora patrimonio dell'Unesco, chiamato Krämerbrücke. I Krämer erano – appunto – i commercianti.




Altrettanto importante è sicuramente la figura di Martin Luther. Questi studiò infatti legge a Erfurt, prima di vivere la celebre esperienza di crisi mistica e rifugiarsi nell'Augustiner Kloster. Il chiostro agostiniano, infatti, ospitava un gruppo di monaci dei quali Luther fece parte e con i quali pregò, meditò, lavorò. Nella chiesa facente parte del complesso del chiostro vi è addirittura una vetrata recante uno dei simboli della città: la cosiddetta Lutherrose – rosa di Luther NdA -. Il chiostro offre tutt'ora la possibilità a chiunque lo desideri di ritirarsi a meditare, senza per questo doversi necessariamente unire alle celebrazioni. Insomma, se volete fuggire dagli impegni della vita quotidiana questo fa decisamente per voi ;-)






Io personalmente amo molto anche la zona di Fischmarktplatz, dove si possono ammirare il municipio, alcune case patrizie (che ora ospitano rispettivamente due ristoranti e una galleria d'arte) e la banca, la cui struttura tipicamente “nazional-socialista” stride e al contempo si armonizza con quanto le sta attorno.







Insomma, una città veramente ricca di storia e tutta da scoprire. Uno di quei posti in cui passeggiare diventa imparare e il tutto si mescola a esperienze gastronomiche, sensoriali e a panorami mozzafiato.






[1]: la Via Regia era una nota via di commercio che si affacciava sulle maggiori piazze europee. Parte da Santiago di Compostela e arriva sino a Kiev. Oltre ad essere percorsa dai mercanti, si stima che anche i pellegrini ne percorressero dei tratti.

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