Passa ai contenuti principali

Ich suche deine Augen, doch dein Blick weicht meinem aus



[La prima foto NON mi appartiene, ma è stata scattata alla fine del 2013 da un bravissimo fotografo di Jena. QUA trovate la sua pagina Facebook. Le altre, par contre, sono mie. Potete vederle tutte sulla mia pagina Instagram (assieme a millemila altri scatti, spesso anche di viaggi e/o escursioni).]
[Il titolo, anche in questo caso, viene da una bellissima canzone di Enno Bunger: "Regen".]
Dicevamo… Jena…

Jena è una piccola cittadina in Turingia, la seconda più popolata dopo la capitale del Land: Erfurt.
Nonostante più di centomila abitanti (105.119 al 31/12/2010) si tratta di un grande paesino – ah, la gioia degli ossimori.. -, di una comunità piccola ma molto accogliente e di un ribollire culturale che prima o poi conquista tutti.
Ricordo distintamente che – complice un guasto al treno che mi aveva fatta arrivare almeno ottanta minuti dopo l’ora prevista – sono arrivata con il buio e il giorno seguente – al mio risveglio -  non sono riuscita a fare a meno di sorridere. Io, che non sorrido quasi mai… son cose.. ;-)
Questo è il mio quartiere – mein kleiner Kiez – di notte, e non so voi ma io tutte le volte che mi ritrovo a vedere quest’immagine sento la pace. La. Pace




Credo sia il senso di appartenenza a una piccola grande famiglia a farmi amare tanto il posto in cui abito, oltre naturalmente al fatto di avere delle coinquiline amorevoli e dei vicini di casa altrettanto deliziosi. Il fatto di non abitare nel centro nevralgico della cittadina ma di poter godere di quel kilometro di distanza che te lo rende accessibile in dieci minuti e altrettanto distante quando si desidera un po’ di pace, poi, mi ha subito fatta sentire a mio agio. A casa. Fidatevi quando vi dico che non è una sensazione da sottovalutare, non fatelo mai. ;-)
Ma cosa c’è a Jena? Questa, in buona sostanza, la domanda che mi fanno tutti prima di decidere se venirmi a trovare. La città non offre miliardi di attrazioni turistiche – Sehenswèrdigkeiten direbbero i tedeschi – ma ha comunque qualcosa da offrire.
Prima di dedicarci alla night life e alle serate da passare in compagnia, vi lascio qualcuno dei miei highlights.

La piazza del mercato (Marktplatz) è uno dei centri della cittadina, dove si affacciano ristoranti, bar e dove poter bere un caffè espresso ben fatto – il che per alcuni miei amici è stata una gioia inaspettata. Io ormai sono talmente abituata al Filterkaffee  che manco ci faccio caso – magari godendo del sole se il tempo lo permette. 


Poco distante in linea d’aria e – lo confesso – uno dei miei posti preferiti: ecco il Carmsdorfer Ufer. Chi non vorrebbe avere la possibilità di sedersi vicino al fiume – su una panchina o direttamente sulla sabbia – e leggere, ascoltare musica, scrivere, grigliare con gli amici? Ecco.



Ovunque uno vada, poi, per sentirsi a casa basta voltarsi e trovare lei… quando torno a Jena e sono in autostrada, vederla mi fa sempre sorridere. Nonostante ospiti principalmente uffici è uno dei simboli della città. Insomma, non si può dire Jena senza dire Jentower.





Vi lascio qui qualche altro scatto. Come non si può non amare questo posto?

 





Commenti

Post popolari in questo blog

||Expat-Life|| - ||How to||: Tedesco.. amo et odio

Trasferirsi in un paese straniero ci mette di fronte a tutta una serie di ostacoli, primo tra tutti quello della lingua.
Il tedesco, di per sé, non è una lingua difficile. Meglio: non è difficile se la gente smettesse di piagnucolare al ritmo di “ma è così complicato… perché non posso parlare in inglese? È cortesia verso gli ospiti, dopotutto…”. A differenza delle lingue romanze conserva una sua logica ed una struttura sufficientemente rigida da permettere in poco tempo di costruire frasi elementari ma comprensibili.
Ma come impararla?
Premessa: io ho iniziato ad avvicinarmi al tedesco a 16 anni, a scuola. Di quei due anni di lingua e uno di letteratura conservo nell’ordine la traduzione in tedesco di “visione del mondo” (Weltanschauung), “provenienza” (Staatsangehörigkeit) e un amore spassionato per Christa Wolf, Herman Hesse e Reiner Maria Rilke.
Ho continuato con il tedesco all’università ma – dovendo mantenermi gli studi e abitando a 90 km dall’ateneo – non ho mai avuto la possibili…

|| Expat-Life || 5 cose di cui liberarsi prima di trasferirsi all'estero

Jenny Mustard – autrice insieme al compagno David del blog maximal life for the minimalist - ha pubblicato di recente un video dal titolo “Cinque cose di cui non avete bisogno”, mostrando gingilli con cui tendiamo a riempirci la casa ma dei quali raramente abbiamo bisogno.
Seguendo questa linea di pensiero mi piacerebbe parlare delle cinque cose di cui occorrerebbe liberarsi prima di trasferirsi all’estero.
1 – I pregiudizi: sono tanti, spesso troppi e – soprattutto – sono dei banalissimi luoghi comuni. Un esempio? A Parigi non ho visto mandrie di selvaggi con le baguette sotto l’ascella, così come non ho incontrato frotte di bambini scalzi e sporchi in Irlanda. I tedeschi supponenti e in preda al complesso di Napoleone che ho incrociato sono stati pochissimi e i francesi che mi hanno guardato male perché nonostante anni di studio io parli "solo" come una francese del sud erano in realtà una minoranza un po' cretina e tanto - tanto! - giovane. Sarà fortuna? Io non credo… 2 …

|| Expat-life || Tornare è un po' morire

Ieri alle 9:30 sono partita da Milano per tornare a casa, in Germania. Tutti quelli che incontro - e che sono rimasti o non hanno mai avuto intenzione di partire - si dichiarano stupiti del fatto io parli di Germania in termini di casa, e anche la mia famiglia non fa mai eccezione.

In ogni caso, ieri sono tornata a casa dopo un week-end passato con i miei genitori e un paio di amici in Italia. La domanda che, ancora una volta, non sono riuscita a risparmiarmi è stata Perché?

Perché sono tornata pur sapendo che non sarebbe stato tutto rose e fiori, che mi sarei scontrata con i limiti e preconcetti di chi non è ancora venuto a patti col fatto che non mi senta più a casa nel posto in cui sono cresciuta - che, a conti fatti, non mi sia mai sentita a casa -. Perché non sono stata zitta ogni volta che ho visto cose che non dovrebbero stare né in cielo tantomeno in terra (leggasi: abuso di alcool, vita insalubre nonostante problemi di salute, commenti razzisti e xenofobi...). Perché continuo…