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How to: #1: Programmare la vostra partenza

Ho riflettuto molto su come impostare questo post, salvo poi risolvermi a buttare giù una lista di punti che spero sia sufficiente.. ;-)



Chi ha avuto la possibilità di vivere all'estero come studente Erasmus senza però beneficiare di un posto in studentato lo sa bene: trovare una camera (o un appartamento, una casa, un monolocale.. insomma, una sistemazione) è la prima priorità. Esistono ottimi siti – il più noto per quanto riguarda la Germania è WG-gesucht.de – e altrettante pagine FB, dove offerte e domande si alternano e che vanno controllati su base quotidiana alla ricerca di possibili sistemazioni. Inutile dire quanto sia difficile trovare una sistemazione dall'Italia, anche perchè non tutti sono disposti a farvi un colloquio su skype ma ogni tentativo vale la pena di esser fatto. Io ho ottenuto la mia camera proprio dopo un colloquio su skype che peraltro pensavo andato malissimo...
Un'opzione rimane – se ne avete la possibilità – prenotare un ostello per un breve periodo e partecipare a quanti più “casting” possibili, oppure affidarvi a un agente immobiliare – il che presuppone però un costo maggiore. Diciamo che potete valutarlo come ultima risorsa ;-) .
[Naturalmente, se al posto dell'ostello avete il divano di un amico ancora meglio :D ]


Fatevi una lista delle formalità che dovrete sbrigare quando sarete arrivati.
Tra le più banali:
  • registrarvi in comune o all'ufficio del cittadino: in Germania va fatto entro massimo due settimane dal vostro arrivo, è naturalmente gratuito e vi viene rilasciato un foglio che attesta appunto la vostra residenza. Vi servirà per varie formalità, tra cui università – se è il vostro caso - e conto in banca.
  • aprire un conto in banca: questo dipende da voi ma nella maggior parte dei casi è un must, soprattutto perché alcune operazioni si possono fare solo con IBAN nazionali e molti esercizi – soprattutto quelle deliziose botteghine artigianali che amiamo tutti alla follia – accettano solo il cosiddetto pagamento con EC-Karte (il cugino tedesco del bancomat).
  • regolare la questione dell'assistenza sanitaria: anche in quel caso vedete voi cosa dovete/potete fare. C'è chi rimane con l'assicurazione sanitaria italiana poi una volta capito che fare di sé passa a quella tedesca e chi ne usufruisce sin da subito.
  • registrarvi all'ufficio del lavoro (se richiesto): io non l'ho mai fatto perchè essendo praticamente free-lance non mi occorre e ho trovato lavoro ancora prima di essermi laureata (è stato un caso, non temete. Le mie belle batoste le ho prese pure io). Ci sono però persone che si rivolgono subito lì e valutano corsi, tirocini, praticantati, formazioni presso aziende e vengono generalmente indirizzate verso possibili futuri lavorativi.
  • buttarvi a capofitto in questa nuova avventura :D
Poi...
Quello che dirò adesso potrà sembrare banale, ma non lo è.
Sappiate perchè partite. Se è per un dottorato, per scrivere una tesi, per cercare lavoro, per un lavoro per il quale siete stati precedentemente assunti. Non partite pensando che “qualcosa ne sarà di voi”. Non partite con l'illusione di arrivare e trovare la pappa pronta. Non succede.
Rimboccatevi le maniche, tenete ben presenti i vostri obiettivi e andrà tutto bene. Ma non partite alla carlona, ecco. Siate disposti a fare compromessi, ad accettare lavori che mai avreste valutato sapendo che non passerete lì il resto della vostra esistenza, a passare i primi giorni in balia del “parlo la lingua ma non capisco ma che è?”. (Inciso: capita. Non sempre, ma capita)
Riconoscete i vostri limiti, affilate le unghie, mettete ben in chiaro i vostri obiettivi pur continuando a progettare, sognare, volare e – fidatevi di me – ce la farete. 

E voi? Come vi siete preparati? Quali magagne burocratiche hanno reso i vostri primi giorni da expat avventurosi? Raccontatemelo in un commento!!! 

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